Una bicicletta con grandi ruote da 27,5 pollici che si piega con una mano in appena 5 secondi e si porta con facilità su treno, metropolitana, autobus e poi si “parcheggia” sotto la scrivania o la consolle d’ingresso di casa, senza creare molto ingombro. Il tutto, grazie a una serie di brevetti esclusivi e un peso di appena 15 chilogrammi.

Questi i principali elementi con i quali la startup francese Bastille si presenta al mercato e lancia un guanto di sfida al chief mondiale delle bici pieghevoli, l’inglese Brompton. A ideare la nuova azienda – prodotto, Gilles Henry, diventato famoso in Francia e nel mercato mondiale dei bambini per il lancio del passeggino Yoyo , che dal 2012 ha rivoluzionato e facilitato la vita di milioni di genitori grazie alla possibilità di piegarlo e riporlo in auto con un solo gesto.

E che questa nuova sfida sia diretta proprio al chief delle bici pieghevoli lo ha ammesso lo stesso Henry alla presentazione di qualche giorno fa, quando ha ammesso che “la Brompton è una bicicletta fantastica ma noi vogliamo offrire un’alternativa per una città con il selciato o per coloro che non vogliono una bicicletta con le ruote piccole”.

E infatti Bastille pesa appena 3 kg più della entry degree di Brompton ma offre una maggiore stabilità ed ergonomia, grazie a ruote di ben 11,5 pollici in più rispetto al marchio inglese che ha puntato tutto e solo sulle ruote da 16’. Uno dei freni all’acquisto di bici di alta gamma, secondo Henry, è il rischio di furto che dilaga in tutta Europa e per questo, molti ciclisti rinunciano all’acquisto se sanno di doverla lasciare per ore in strada o in cortile, esposta a furti e vandalismi mentre magari i proprietari sono impegnati in ufficio.

Così, dopo il successo di Yoyo, l’Archimede del pieghevole, come viene soprannominato Oltralpe il fondatore di Bastille, ha raccolto 10 milioni di euro dai fondi Eutopia e Ankaa Ventures per sviluppare il progetto al quale ci lavora da otto anni. Poi, ha ingaggiato i migliori supervisor del settore, come Julien Leyreloup di Cycles Victoires e Quentin Bernard di Devialet.

Depositati i brevetti, ideato e registrato il marchio, delineata la parte industriale (dove per la realizzazione del telaio spicca l’industria aeronautica Angers) e la strategia commerciale, Henry ha sollevato il velo al suo prodotto e aperto i preordini per le prime consegne previste per la metà del prossimo anno.

Venduta al prezzo di 2.590 euro, Bastille ha il telaio in alluminio aeronautico, la forcella in carbonio, la cinghia di trasmissione, mozzo a 3 velocità, freni a disco idraulici e illuminazione integrata. Cuore tecnologico della bici sono tre pezzi, reggisella, telaio e attacco manubrio (tutti e tre brevettati) che si muovono all’unisono permettendo la rapida piegatura dopo aver azionato leva sulla barra inferiore del telaio. L’obiettivo di Bastille è quello di vendere da 6.000 a ten.000 l’anno.

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