Il file granchi blu approda sul tavolo della Commissione Ue. A chiedere sostegno per le aziende ittiche è l’europarlamentare Susanna Ceccardi (Lega/ID), dopo l’allarme lanciato dalle associazioni e cooperative di pescatori. Forte, vorace, veloce, questo crostaceo originario dell’Atlantico ha invaso le coste adriatica e tirrenica, dimezzando le produzioni di vongole, cozze e ostriche (comparto da 100 milioni di euro) e insidiando gli avannotti di spigole e orate. La presenza massiccia del predatore alieno (al di là del tentativo di valorizzare il prodotto piuttosto pregiato in cucina), rende molto costoso lo smaltimento, stimato in 100 mila al giorno da Fedagripesca-Confcooperative.

Gli operatori ittici più colpiti sono quelli di Emilia Romagna, Veneto e Toscana, con i fronti caldi di Goro, Scardovari e Orbetello: solo sul delta del Po sono già 3mila le imprese a rischio. Nell’interrogazione urgente presentata alla Commissione europea, Ceccardi chiede alla Ue di quantificare il sostegno finanziario alle aziende del settore per far fronte all’ emergenza e di indicare come intenda arginare gli effetti di questo predatore alieno sulla biomassa delle specie autoctone nelle acque comunitarie.

«Gli attacchi all’ittiofauna locale vanificano gli investimenti nella semina, con una diminuzione del pescato che incide sull’offerta nel mercato per i prossimi anni» commenta Ceccardi. I pescatori di Orbetello, perla dell’Argentario, sono stati tra i primi a parlare di cataclisma. “Il fenomeno è sfuggito di mano in breve tempo”, ricorda Pierluigi Piro, presidente della storica Cooperativa Orbetello pesca lagunare. “Un anno fa erano appena centinaia – osserva – mentre ora sono quintali. Attaccano i nostri pesci e le strutture per la pesca. Mangiano le orate più piccole, oltre a vongole e cozze, che sarebbero proprio gli alimenti delle orate, creando un cortocircuito alimentare. Anche la pesca delle anguille è già diminuita del 30%, perché recidono tutte le reti. Abbiamo bisogno di risposte urgenti dal ministero dell’Agricoltura, e di sostegni economici”.

Un fondo per sostenere i costi dello smaltimento dei granchi (oggi in capo ai pescatori) e la creazione di una filiera advert hoc del granchio blu (dalla pesca al consumo sulle tavole dei ristoranti, passando per la trasformazione) sono le richieste portate sul tavolo del sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra da Alleanza delle Cooperative pesca e acquacoltura, durante il tavolo di lavoro urgente convocato al ministero dell’Agricoltura.Ma le contromisure si preannunciano complicate. Anche i mercati ittici non riescono più a smaltire l’enorme offerta di prodotto e il prezzo è crollato. Unica through, al momento, sembrerebbero campagne di pesca mirate allo smaltimento, ma i costi appaiono proibitivi.“Ci troviamo davanti a una specie nuova, che stiamo studiando adesso”, conclude amaramente Piro. “In vita mia non ho mai assistito advert un fenomeno del genere: se non reagiamo in fretta distruggeranno il nostro ambiente e la nostra economia”.

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