Tradizionalmente si presenta sul mercato con tre tipi di format diversi. Si va dal “freestanding”, vale a dire le ormai word casette fuori città, facilmente raggiungibili in auto e dotate anche del servizio drive, al modello “inline”, i fabbricati ampi tipici dei centri urbani. Per arrivare a “foodcourt”, che trova collocazione nei centri commerciali.

Ora Burger King Eating places Italia scommette, per crescere, soprattutto sulla components freestanding, generalmente a ridosso di rotatorie, svincoli o shopping center. Una direttrice di sviluppo per portare a termine un piano, lanciato all’inizio del 2022, che conta 100 nuove aperture in quattro anni che da allora ha già portato all’inaugurazione di 28 ristoranti.

«Possiamo dire di essere sulla strada giusta per centrare l’obiettivo e superarlo: siamo già a quota 253 punti vendita su tutto il territorio nazionale», cube Kevin Derycke, normal supervisor della società italiana che fa capo alla celebre catena americana di ristorazione fastfood. «Nel post-pandemia – prosegue Derycke – siamo ripartiti con un incremento del fatturato del 24% rispetto al 2019. E per il 2023 ipotizziamo un nuovo aumento del 16%».

Con il piano di sviluppo messo a punto oltre un anno e mezzo fa, la società che conta già più di 5 mila dipendenti, ha messo in cantiere anche 1.400 assunzioni. Tutto con una espansione che si realizza sia con i ristoranti di proprietà diretta, che oggi sono 79, sia con quelli aperti in franchising, che attualmente sono 174.
Una components combinata che continuerà a guidare le scelte sulle nuove aperture, insieme all’attenzione verso la sostenibilità, con l’arricchimento della gamma di prodotti planted-based: risale allo scorso aprile il lancio della Veggie Steakhouse.

Tra le nuove inaugurazioni, l’ultima new entry è quella di un locale di Milano, in zona Giambellino, che ha portato a due le aperture nel capoluogo lombardo nell’arco di poco più di sei mesi, dopo quella di piazzale Zavattari.
«Rispetto alla location – spiega Derycke – di norma non abbiamo canali o aree privilegiate, tanto meno zone precluse all’apertura di nuovi ristoranti, che siano di proprietà diretta o in franchising. Anche nelle grandi città, a partire da Milano e Roma, siamo presenti con alcuni dei nostri più storici imprenditori franchisee».
In particolare, per quanto riguarda l’espansione del franchising anche per i nuovi punti vendita Burger King si muoverà nel solco tracciato da tempo.
«L’individuazione del luogo avviene sempre in due modi – aggiunge il normal supervisor – o partendo dalla proposta del nostro dipartimento sviluppo o in seguito all’thought di un imprenditore franchisee, frutto della sua conoscenza del territorio ma sempre valutata dal nostro workers prima di essere approvata e confermata”.

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