Ricotta alla riscossa: il più tradizionale e sottovalutato dei latticini italiani sta cercando di scrollarsi di dosso l’immagine di “fratello povero” dei formaggi d’eccellenza per conquistarsi un posto non solo in cucina, ma anche in tavola. Un riposizionamento impensabile solo alcuni anni fa e che sta dando i suoi frutti: le vendite nella grande distribuzione continuano a crescere e solo nel 2022 sono aumentate di oltre il 6%, con punte del +15% per quella preconfezionata a libero servizio (fonte NielsenIQ).

La ricotta ha così superato i 246 milioni di euro e i 15,4 milioni di consumatori, attirando nuovi competitor e risvegliando l’interesse dei grandi nomi del mondo caseario, che l’avevano a lungo snobbata perché considerata a scarso valore aggiunto e poco interesting, in particolare come gusto. Perlomeno finché qualcuno ha scommesso proprio sul fattore sapore per valorizzarla.

«Per lanciare il nostro model Riccotta e portarlo nella Gdo abbiamo scelto di puntare sulla ricotta, perché le ricerche di mercato ne sottolineavano alcuni punti di forza poco sfruttati, come il vissuto salutistico e la semplicità della ricetta – spiega Giovanni Alberto Ghilardelli, responsabile advertising and marketing di Valcolatte, azienda piacentina da 252 milioni di euro, che deve a Riccotta metà delle vendite realizzate nella Gdo –. Quindi abbiamo lanciato un prodotto che non c’period: la ricotta piacentina, che è molto gustosa e cremosa». Il risultato? In meno di un quinquennio l’azienda della famiglia Panizzi è arrivata a produrne 7mila tonnellate annue, ha rosicchiato spazio ai chief (10% la sua quota attuale), proposto nuovi modi di consumo (come la ricotta snack) e fatto della Riccotta uno dei finest vendor della categoria.

Che la componente di gusto giochi un ruolo importante nel revival della ricotta lo conferma anche l’andamento positivo di quella ovina, che nel 2022 ha aumentato di oltre il 10% le quantità vendute in Gdo e superato i 7,6 milioni di euro di promote out .«È un development che prosegue da tempo ed è dettato dalla versatilità e dalla bontà della ricotta di pecora, che spingono i consumatori a usarla sempre più spesso in cucina, anche al posto del pecorino stagionato, o a consumarla come dessert fresco e leggero» spiega Marco Busti, direttore commerciale dell’azienda di famiglia (27 milioni di euro di fatturato 2022), specializzata nella lavorazione di latte ovino, per cui la ricotta è diventata la produzione principale (9% dei volumi totali). Visto il successo (+16% le quantità vendute nel 2022, +37% nei primi cinque mesi del 2023) l’azienda ha deciso di ampliare lo stabilimento di Acciaiolo, appena inaugurato.

Dietro la riscoperta della ricotta non c’è solo l’enfatizzazione del gusto. Una spinta propulsiva viene dalla crescita del mercato del proteico, in cui si inserisce la nuova ricotta firmata da Santa Lucia, la marca chief di mercato. «Stiamo studiando nuovi prodotti a base di ricotta con l’obiettivo di aumentare i volumi venduti, intercettare altri potenziali consumatori e numerous occasioni di consumo», spiega Mauro Frantellizzi, direttore advertising and marketing di Galbani Cheese, che ha in portafoglio anche il model Vallelata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *