La domanda di piatti a base vegetale non accenna a rallentare e il mercato è in piena espansione, soprattutto per quanto riguarda prodotti alternativi alla carne e al pesce. Al punto da destare l’attenzione di associazioni di categoria e del Governo che ha approvato in Senato il disegno di legge per porre un freno al cosiddetto “meat sounding”. Oltre al divieto di produzione e di immissione sul mercato di carne sintetica, infatti, il testo contiene anche il veto all’utilizzo della denominazione “carne” su prodotti ottenuti da proteine vegetali. L’obiettivo è di “tutelare il patrimonio zootecnico nazionale, riconoscendo il suo valore culturale, socio-economico e ambientale, assicurando al contempo un elevato livello di tutela della salute umana e degli interessi dei cittadini-consumatori”.

Eppure, una ricerca effettuata da Bloomberg prevede che lo sviluppo del comparto proseguirà a livello globale, passando dai 44 miliardi di dollari attuali ai 162 stimati per il 2030. Intanto, secondo Good Meals Institute Europe (Gfi Europe), su base NIQ, le vendite di alimenti a base vegetale sono cresciute del 9% nel 2022, raggiungendo la cifra di 680,9 milioni di euro, piazzando l’Italia al terzo posto nella classifica dei paesi europei con più alto fatturato di prodotti alimentari di origine vegetale, preceduta da Germania e Regno Unito.

Da noi è il latte vegetale la categoria più sviluppata con 310,4 milioni di euro realizzati, in continua crescita. Anche le vendite di various alla carne di origine vegetale hanno continuato advert aumentare, per un totale di 168,4 milioni di euro, segnando un +40% tra il 2020 e il 2022. Così come è salito a doppia cifra anche il gelato a base vegetale. Nei 13 Paesi europei analizzati le vendite sono aumentate comunque del 6% lo scorso anno e del 22% tra il 2020 e il 2022, arrivando a un fatturato di 5,7 miliardi.

A favorire questa tendenza è la crescente consapevolezza tra i consumatori degli impatti etici, ecologici e sulla salute della loro dieta.«Il nostro burger Inexperienced Delicacies – fanno sapere da Findus, chief nei surgelati – è migliore per l’ambiente rispetto a un burger di manzo in quanto nella sua produzione viene impiegato il 71% di terreno in meno, il 77% di acqua in meno e viene emessa in media l’80% di CO2 in meno». All’ultima edizione di Marca, Atlante ha presentato due novità: Zero Salmon di Plant Heroes per i consumatori che non vogliono rinunciare al classico filetto di salmone – la referenza duplicate l’aspetto e la consistenza del salmone e ha i medesimi livelli nutrizionali, in quanto ricca di Omega 3, fonte di proteine, ferro e vitamina B12 – e Stylish Fillet, prodotto che ripropone il petto di pollo in chiave vegetale nel formato “simil scaloppina”.

Sempre pollo, in questo caso petto, anche per la foodtech svizzera Planted che ha lanciato la propria versione 100% veg – composto da proteine e fibre di piselli, acqua, olio di canola, vitamina B12, sale e lievito, senza additivi – all’ultima edizione di Tutto Meals. La start-up spagnola Heura, invece, ha fatto il suo ingresso nel mercato del pesce 100% vegetale, presentando in Italia il Filetto Merlvzzo (con la v) e i Bastoncini Panati. La linea Good&Inexperienced di FelsineoVeg, grazie al processo produttivo Mopur, a base di un combine di ingredienti come lievito madre e farine di cereali e legumi, con elevato tenore proteico pari a 30gr ogni 100 gr di prodotto, vuole rispondere alla crescente domanda di alimenti ricchi di proteine.Non solo carne e pesce, anche il mondo dei latticini si adegua.

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