Panfilo Colonico, chef italiano da due anni stabilitosi in Ecuador, è stato rapito all’interno del suo ristorante da quattro individui.

Panfilo Colonico proviene da Sulmona, comune incastonato nella provincia de L’Aquila, ma da poco più di due anni lavorava a Guayaquil, capitale economica dell’Ecuador, dove di fatto aveva fondato e tuttora gestiva il ristorante “Il Sabore mio”. Nelle ultime ore lo chef abruzzese è stato rapito all’interno del uso locale da quattro individui – almeno stando a quanto lasciato trapelare – mascherati da membri delle forze dell’ordine. Il Sabore mio – così come la figura dello stesso Colonico, soprannominato “Benny” – è apparentemente un ristorante ben conosciuto nel contesto locale, apprezzato e regolarmente frequentato, che impronta la propria offerta su una cucina che tenta di sposare i sapori del nostro caro e vecchio Stivale ai piatti e alle usanze ecuadoriane.

Panfilo Colonico: i dettagli del rapimento dello chef italiano in Ecuador

ecuador chef italiano

Stando a quanto riscostruito dalle forze dell’ordine locali, che si sono naturalmente attivate per recuperare le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza installate all’interno del ristorante e nelle zone limitrofe, il rapimento dello chef sarebbe avvenuto nella giornata di venerdì scorsa nel pieno del pomeriggio – ore 16:32 in Ecuador, a essere precisi – e come, accennato, avrebbe visto impiegato un tentativo di travestimento da parte dei malfattori.

Le immagini riprese mostrano infatti due individui vestiti da poliziotti che attendono al di fuori dal locale mentre altri due, evidentemente loro soci, si avvicinano al bancone per poi portare through chef Colonico minacciandolo con un’arma da fuoco. Pare, per di più, che la scena del rapimento sarebbe anche stata ripresa da un passante con un cellulare – una testimonianza innegabilmente preziosa che verrà sentita a tempo debito dal personale in divisa, siamo certi.

Al momento non sono ancora emerse ipotesi chiare circa le motivazioni che hanno portato al rapimento dello chef italiano che, come abbiamo accennato in apertura di articolo, godeva di una certa fama nel contesto locale. Questo dettaglio in particolare avrebbe fatto virare le ipotesi degli investigatori impegnati sul caso verso una pista legata ai soldi: resta da vedere se, nei giorni a venire, ci sarà una richiesta da riscatto da parte dei malfattori.

È bene notare, infine, che di recente la Farnesina aveva avvertito i cittadini circa la mancanza di sicurezza in Ecuador, con particolare attenzione dedicata proprio alla città di Guayaquil (dov’è avvenuto il rapimento dello chef italiano, per l’appunto). “Seguiamo con apprensione quanto sta accadendo e sono in costante contatto con la Farnesina che da subito si è attivata” ha commentato a tal proposito il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. “La situazione nel Paese sudamericano è molto delicata”.


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