Divieto di utilizzare la parola carne per la produzione e la commercializzazione sul territorio nazionale di prodotti trasformati contenenti esclusivamente proteine vegetali.
La novità è frutto di un emendamento – approvato in Commissione, a firma Centinaio-Bergesio – al disegno di legge sul cibo sintetico approvato dall’Aula del Senato.

Non solo alimenti e mangimi prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati: il provvedimento uscito da Palazzo Madama – e che dovrà passare al vaglio della Digital camera – diventa il veicolo scelto dal Governo per disciplinare il consumo e soprattutto la commercializzazione dei prodotti trasformati contenenti proteine vegetali. Tra questi rientrano anche alcune categorie di Novel Meals, rispetto ai quali lo stesso ministro Lollobrigida si è sempre dimostrato più aperto.

Quando il provvedimento entrerà in vigore sarà bandito, dunque, l’utilizzo di denominazioni legali, usuali e descrittive riferite non solo alla carne, ma anche a produzioni a base di carne, oppure ottenute in prevalenza da carne; riferimenti a specie animali, morfologie animali, o ancora anatomie animali. Saranno vietate inoltre le terminologie specifiche della macelleria, della salumeria, della pescheria e i nomi di alimenti di origine animale rappresentativi degli usi commerciali.

L’uso di tali denominazioni rimarrà invece consentito quando nel prodotto contenente proteine vegetali, siano prevalentemente presenti proteine animali “purché non si induca in errore il cittadino che consuma, circa la composizione dell’alimento”. Oltre alla tutela del patrimonio zootecnico nazionale, l’obiettivo dell’articolo 3 è impedire l’uso di terminologie improprie, che possano trarre in inganno il consumatore (non a caso entro due mesi il ministero pubblicherà un elenco delle denominazioni di vendita degli alimenti a base di proteine vegetali ambigue).

Quella sulla denominazione dei prodotti vegetali rappresenta l’unica novità sostanziale del testo approvato da Palazzo Madama con 93 voti favorevoli, 28 contrari e 33 astenuti. Il disegno di legge prevede per questo reato le stesse sanzioni comminate a chi trasgredirà il divieto di produrre e di commercializzare cibi e mangimi sintetici: multe da 10mila fino advert un massimo di 60mila euro, oppure fino al 10% del fatturato totale annuo realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente all’accertamento della violazione (nel caso story importo sia superiore a 60mila euro).

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