L’agricoltura biologica continua crescere. A livello nazionale la superficie agricola utilizzata (SAU) destinata a biologico in Italia ha raggiunto il file storico di 2,3 milioni di ettari (+7,5%) pari a quasi il 19% del totale, molto vicino agli obiettivi Ue del 25% nei prossimi anni. Ma advert aumentare sono anche gli operatori biologici (+7,7%) con oltre 75.800 produttori, il numero più elevato tra i Paesi dell’Unione Europea.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti presentata in occasione dell’Assemblea di Federbio a Palazzo Rospigliosi sulla base dei dati Bio in cifre 2023 del Sinab e del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare.

I terreni coltivati a biologico sono destinati per il 43% da seminativi come grano, orzo e avena, per il 28% da superfici a prati e pascoli per l’allevamento, per il 24 % da colture permanenti come frutteti, oliveti e vigneto per il 2,5% a ortaggi. Un risultato che spinge i consumi in Italia dove il valore del mercato interno dei prodotti biologici – continua la Coldiretti – sale a 3,7 miliardi destinati per il 45% all’acquisto di frutta o verdura, per il 22% al settore del latte e formaggi e 11% ai cereali e alla pasta. In deciso aumento – sottolinea la Coldiretti – la spesa destinata all’acquisto bio di uova (+7%), latte e derivati (+5%) e carne (+4%) anche se la crescita complessiva rispetto all’anno precedente è stata in media dello 0,5%. Sul fronte dei prezzi si registra – precisa a la Coldiretti – il permanere di una marcata instabilità e un generale pattern rialzista. Anche se per la maggior parte delle colture si riduce il differenziale di prezzo riconosciuto all’agricoltore biologico rispetto all’omologo prodotto convenzionale.

I risultati ottenuti dall’agricoltura biologica contribuiscono a fare dell’agricoltura italiana la più inexperienced d’Europa.

Una conferma – aggiungono alla Coldiretti – viene dal fatto che i cibi e le bevande stranieri sono oltre sei volte più pericolosi di quelli Made in Italy, con il numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari oltre i limiti di legge che in Italia è stato pari al 6,4% nei prodotti di importazione, rispetto alla media dello 0,6% dei campioni di origine nazionale, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati dell’ultimo Rapporto pubblicato da Efsa nel 2022 relativo ai dati Nazionali dei residui di pesticidi, che offre uno spaccato della presenza dei loro residui su frutta, verdura, cereali, prodotti per l’infanzia, olio e vino e altri prodotti analizzati da ciascuno dei Paesi dell’Unione sul proprio territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *