La sua missione, come quella di altre begin up tecnologiche attive nel mondo del meals, è quella di cambiare faccia al settore della ristorazione (urbana) portando innovazione (in chiave digitale) a livello di processo. Per Kuiri, realtà nata nel 2021 come “cloud kitchen” professionale al servizio degli operatori che puntano su supply e take away, è scattata da pochi giorni la “fase 2” del piano di sviluppo con l’avvio di una campagna di fairness crowdfunding (sulla piattaforma Mamacrowd) il cui obiettivo minimo di raccolta è di 250mila euro (al momento siamo vicini a quota 175mila).

L’approccio della società milanese (sette le location al momento attive in Italia fra il capoluogo lombardo, Torino e Roma) è ben sintetizzata dalle parole di Paolo Colapietro, Ceo e Co-founder della società: «Avviare un’attività profittevole nel settore della ristorazione è un’impresa impossibile senza un cambio netto di mentalità che abbracci la tecnologia e guardi al mercato con ottica imprenditoriale».

Kuiri, che in lingua esperanto significa “cucinare”, è nata per l’appunto con l’concept di mettere a disposizione dei professionisti della ristorazione un community di cucine indipendenti che fanno capo a una serie di “Digital Meals Corridor” metropolitani, e cioè locali attrezzati per la preparazione di piatti di qualunque tipo advert oggi utilizzati da oltre 60 aziende clienti e da oltre 80 meals model virtuali. Su Milano, in particolare, le cucine attive sono una ventina e lavorano per insegne word come Noodle Bar, Mannarino, Helbitz Kitchen e Vegery. Su Torino, invece, advert alcune realtà locali si affiancano diversi model (come eeetweell, spacca, Sicily addict) gestiti direttamente in modalità “commissary-kitchen”, un nuovo filone di enterprise che la startup ha avviato da qualche mese e che prevede la produzione di piatti conto terzi e la possibilità di testare le potenzialità di un nuovo enterprise in tempi rapidi affidandosi in toto (persone e logistica compresa) alla struttura della startup..

«Già dalle prime fasi di scouting dei model – spiega al Sole24ore Nicolò Montesi, Head of meals tech growth di Kuiri – abbiamo notato un interesse particolare da parte di grandi marchi, anche internazionali, per la produzione conto terzi. Lo spazio e i sistemi di cucina sono studiati nei minimi particolari, con macchinari all’avanguardia che riescono advert automatizzare i processi di lavorazione e oggi siamo in grado di produrre in soli 23 mq e circa 16 model, ognuno dei quali con una propria space di stoccaggio e un laboratorio dedicato».

Le consegne a domicilio, invece, sono gestite da Eat in Time, una società esterna, ma per il 2024 l’obiettivo dichiarato è quello di assumere i rider e creare una flotta dedicata composta principalmente da biciclette elettriche.

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